Pacchetto mobilità autotrasporto: che cosa cambia nelle normative europee

Sebbene ormai sia stato approvato da quasi un anno, il Pacchetto mobilità non ha ancora smesso di far discutere e di suscitare proteste da diversi fronti.

Nato con l’obiettivo di migliorare le condizioni degli autisti e di ridurre la concorrenza sleale tra gli autotrasportatori europei e quelli dell’Est Europa, ha portato alcune novità che non sono state ben recepite, soprattutto dai paesi del blocco orientale.

C’è anche chi ha espresso il proprio disappunto in relazione al presunto aumento dell’inquinamento dovuto all’obbligo di rientro a casa almeno una volta ogni otto settimane.

Tra motivazioni giustificate e pretesti, l’Unione Europea si trova, dunque, a dover interpretare le diverse richieste in un clima ancora più inasprito dalle vicende legate alla pandemia.

Pacchetto mobilità autotrasporto: gli obiettivi della nuova normativa

La normativa europea denominata Pacchetto mobilità è giunta finalmente all’approvazione nel luglio del 2020, dopo un lungo periodo di trattative.

Commissione Europea, Parlamento Europeo e Consiglio Europeo hanno lavorato in modo congiunto per oltre due anni e mezzo fino a raggiungere una soluzione che ha soddisfatto, in particolare, le rappresentanze delle piccole e medie imprese.

Gli obiettivi identificati con il Pacchetto mobilità sono prevalentemente due:

  • salvaguardare il lavoro e la qualità della vita degli autotrasportatori, spesso soggetti a turni massacranti e stretti tra regolamentazione non sempre facili da rispettare e gestire;
  • tutelare gli autotrasportatori e le aziende, contrastando la concorrenza sleale e pratiche come il cabotaggio abusivo.

Pacchetto mobilità - CGT Trucks

Le novità introdotte dal Pacchetto mobilità

Le novità introdotte dal Pacchetto mobilità riguardano alcuni aspetti specifici della vita del camionista, in particolare i tempi di guida, il distacco internazionale, il cabotaggio, etc.

  • Quando è presente il doppio autista, l’autotrasportatore può interrompere la guida per 45 minuti mentre il veicolo viene condotto da un altro autista. Tuttavia, questa sostituzione non è da considerarsi tale se il conducente alla guida del veicolo viene assistito da chi è in riposo. Il periodo di tempo superiore a 45 minuti a fianco dell’autista alla guida viene calcolato come periodo di disponibilità in base alla normativa 2002/15/CE sull’orario di lavoro del personale mobile.
  • Tempi di guida: I tempi di guida sono sempre di 2 settimane e i tempi periodi di riposo di 90 ore, ma si può derogare da questi limiti nel caso si tratti di trasporto internazionale delle merci. Coloro che si occupano di trasporto nazionale possono usufruire di un periodo di riposo settimanale regolare ridotto di 24 ore. Tuttavia, nella settimana successiva devono rispettare un riposo settimanale regolare, che deve corrispondere almeno a 45 ore. Invece, coloro che si occupano di trasporti internazionali hanno la facoltà di osservare due riposi ridotti in 2 settimane consecutive, tuttavia devono, nella settimana successiva, fare due riposi compensativi, entrambi di almeno 21 ore, collegandolo al periodo di riposo regolare di 45 ore.
  • Riposo regolare: sono numerose le nazioni che hanno stabilito il divieto di riposo regolare di 45 ore in cabina. Si tratta di Francia, Belgio, Germania, Olanda, Spagna e Italia, che hanno sancito che ciò non possa essere fatto né all’interno dei loro confini né all’esterno. Questa regolamentazione ha lo scopo di evitare pratiche borderline con le quali alcune aziende costringevano i propri autisti a dormire in cabina al di fuori dello stato in cui veniva effettuato il trasporto. Tuttavia, il Ministero ha specificato che il conducente può essere sanzionato solo in caso di controllo in flagranza.
  • Rientri nei trasporti internazionali: l’autista, oltre al rispetto del riposto regolare di 45 ore, quando effettua trasporti internazionali è obbligato al rientro nel paese di origine almeno una volta ogni 4 settimane. Il mezzo di trasporto, invece, non può rimanere al di fuori dei confini nazionali per un tempo superiore a 8 settimane.
  • Deroghe sul rispetto dei tempi di guida: il nuovo Regolamento ha ampliato la possibilità di derogare dal rispetto dei tempi di guida in altre due circostanze. Infatti, il periodo di guida massimo giornaliero e settimanale possono essere superati di un’ora al massimo, ma solo per raggiungere la sede di lavoro o la propria abitazione. Non è più quindi necessario fermarsi in una piazzola e aspettare il giorno successivo se ormai manca un’ora di strada da casa. Tuttavia, è vietato utilizzare questa deroga se si raggiungono luoghi che non siano il luogo di lavoro o casa propria. La deroga può estendersi a due ore aggiuntive, ma solo se sono state immediatamente precedute da una sosta di trenta minuti consecutivi, sempre con l’obiettivo di raggiungere la sede di lavoro o di tornare a casa. Perché la deroga sia valida, i 30 minuti di pausa devono essere fatti al termine del periodo massimo di guida giornaliera (9 o 10 ore giornaliere e 56 settimanali).

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