I veicoli industriali di ultima generazione producono una notevole quantità di dati, sebbene spesso non vengano utilizzati del tutto.
Consumi di carburante, percorrenze, localizzazione GPS, informazioni sullo stile di guida e dati diagnostici di bordo da elementi tecnici possono trasformarsi in risorse operative che, se lette correttamente, permettono di intervenire in modo concreto sui costi della flotta.
Pianificare l’uso dei dati del camion può essere strumentale nel ridurre le inefficienze, migliorare l’impiego dei mezzi e controllare una delle voci di spesa più rilevanti per chi opera nel trasporto: il costo operativo per chilometro.
Quali dati genera un veicolo industriale moderno
I veicoli più recenti hanno a disposizione una serie di informazioni che ricevono dalle varie componenti del veicolo stesso. Questi dati sono generati e gestiti da più centraline elettroniche dedicate alle diverse funzioni del mezzo, come motore, trasmissione, freni e sistemi di sicurezza.
Le informazioni provenienti dai sensori di bordo vengono elaborate in tempo reale, conservando alcuni parametri e segnalazioni nella propria memoria interna. I dati circolano all’interno del veicolo attraverso una rete di comunicazione, generalmente il CAN bus, che consente ai diversi sistemi di condividere le informazioni operative.
Nei mezzi connessi, un modulo telematico legge questi dati, li aggrega e li trasmette all’esterno, rendendoli disponibili per l’analisi e la gestione della flotta.
La connettività, quindi, non crea il dato, ma ne permette l’accesso continuo e strutturato, trasformandolo in uno strumento utile per il controllo dei costi e l’ottimizzazione operativa. Oltre ai chilometri percorsi e ai litri di carburante consumati, sono disponibili dati sulla velocità media, sulle frenate, sulle accelerazioni, sui tempi di sosta e sulle segnalazioni diagnostiche. A questi si aggiungono le informazioni di localizzazione, che consentono di ricostruire tragitti, tempi di percorrenza e condizioni operative reali.
Il valore di queste informazioni risiede nell’analisi costante. Una lettura puntuale può essere utile, ma è lo storico che permette di individuare scostamenti, abitudini ricorrenti e margini di miglioramento, permettendo di comprendere ciò che è strutturale da ciò che è episodico.
1. Ottimizzare il carico e ridurre i viaggi improduttivi
Uno degli ambiti in cui i dati del veicolo incidono maggiormente sui costi è l’organizzazione del carico. Viaggi a vuoto o con carichi parziali (detti LTL, ovvero Less Than Truck Load) aumentano il costo per unità trasportata, anche quando il mezzo percorre le stesse distanze. Si parla, invece, di FTL (Full Truck Load) quando il camion viaggia a pieno carico: ciò si verifica quando si realizzano una serie di condizioni ottimali (un singolo cliente occupa tutto lo spazio del camion, il mezzo parte già a pieno carico, il viaggio è dedicato a una sola spedizione, etc.).
Incrociando i dati di percorrenza con quelli relativi ai carichi trasportati, è possibile valutare il reale tasso di utilizzo del veicolo e intervenire sulla pianificazione.
2. Gestione dei consumi e controllo del carburante
Il carburante rappresenta una delle principali voci di costo per una flotta aziendale, ed è anche una delle più direttamente influenzabili attraverso l’analisi dei dati. Monitorare i consumi in tempo reale permette di individuare differenze significative tra veicoli simili, tratte comparabili o modalità di guida diverse.
Lo stile di guida incide in modo diretto sui consumi: frenate brusche, accelerazioni frequenti e velocità non costante comportano un aumento del carburante utilizzato. A questi aspetti si affiancano elementi spesso trascurati, come la pressione degli pneumatici. Sistemi di monitoraggio dedicati permettono di intervenire tempestivamente, riducendo la resistenza al rotolamento e contenendo i consumi nel tempo.
3. Manutenzione preventiva e riduzione dei fermi non pianificati
I dati diagnostici di bordo permettono di pianificare la manutenzione dei veicoli in modo tale da anticipare possibili problemi. L’analisi delle informazioni ricevute permette di riconoscere parametri fuori soglia e/o anomalie ricorrenti, così da poter intervenire prima che un guasto diventi critico.
La manutenzione preventiva riduce i fermi macchina non pianificati, che spesso generano costi indiretti elevati legati a ritardi e alla sostituzione temporanea dei mezzi. I vantaggi si traducono nel contenimento della spesa tecnica e nella continuità operativa della flotta.
4. Pianificazione dei percorsi e uso dei dati GPS
La localizzazione in tempo reale offre un supporto concreto alla pianificazione dei percorsi. Analizzando i dati GPS è possibile individuare tratte più efficienti, evitare congestionamenti ricorrenti e ridurre le distanze percorse senza compromettere i tempi di consegna.
Anche in questo caso i vantaggi sono immediati e concreti: prima di tutto con la riduzione del consumo di carburante e dell’usura del veicolo, quindi con una gestione più precisa dei tempi di guida e di sosta. Per massimizzare il risultato è bene dare continuità nell’analisi dei dati raccolti.
5. Analisi dei dati e miglioramento progressivo dell’efficienza
Quando i dati del veicolo vengono storicizzati e analizzati nel tempo, diventano uno strumento di supporto alle decisioni strategiche. L’utilizzo di sistemi di gestione dei trasporti consente di confrontare periodi diversi, valutare l’impatto di modifiche operative e individuare aree in cui intervenire per contenere i costi.
Questa analisi permette anche di rivedere contratti, modalità di impiego dei mezzi e organizzazione delle tratte, basandosi su informazioni oggettive anziché su percezioni. Il miglioramento dell’efficienza nasce spesso da una serie di piccoli aggiustamenti continui, resi possibili proprio dalla lettura dei dati.