Multipresenza alla guida di veicoli industriali: cosa dice la normativa

La normativa europea prevede la possibilità di due autisti alla guida dei veicoli industriali. Tuttavia, su questo tema c’è parecchia confusione tra obblighi e responsabilità, in particolare in relazione ai tempi di guida e alle pause.

La presenza di più autisti a bordo dello stesso veicolo industriale è una pratica diffusa soprattutto nei trasporti su lunghe distanze, ma non sempre viene gestita con piena consapevolezza delle regole che la disciplinano.

Comprendere che cosa si intende davvero per equipaggio multiplo, quando è ammesso e quali effetti produce sul lavoro del conducente è fondamentale per evitare errori che, in fase di controllo, possono tradursi in sanzioni anche rilevanti.

Che cosa si intende per multipresenza alla guida

Per multipresenza alla guida, o equipaggio multiplo, si intende la situazione in cui due conducenti sono presenti sullo stesso veicolo e si alternano alla guida nel corso dello stesso servizio. La normativa di riferimento è il Regolamento (CE) n. 561/2006.

I due conducenti devono essere entrambi abilitati alla guida del mezzo e formalmente incaricati come autisti per quella tratta: la semplice presenza di una seconda persona a bordo non è sufficiente a configurare la multipresenza.

Questa modalità operativa è prevista per consentire una maggiore continuità del viaggio, soprattutto sulle percorrenze più lunghe, senza superare i limiti individuali di guida imposti a ciascun conducente.

L’equipaggio multiplo è ammesso dalla normativa senza la necessità di autorizzazioni specifiche, a condizione che l’organizzazione del servizio rispetti integralmente le disposizioni sui tempi di guida e di riposo dei singoli conducenti.

In ogni caso, la presenza di due conducenti non consente deroghe generalizzate: entro le prime trenta ore dall’inizio del periodo di lavoro, ciascun autista deve comunque usufruire del proprio periodo di riposo giornaliero, a tutela della sicurezza e delle condizioni di lavoro.

Cosa comporta la multipresenza: tempi di percorrenza e soste

Quando sono presenti due autisti, regolarmente organizzati in multipresenza, i tempi di percorrenza si distribuiscono in un lasso di tempo più ampio rispetto alla guida singola, che può arrivare fino a trenta ore complessive. Questo, ovviamente, non significa che il singolo conducente possa guidare più a lungo, ma che l’attività di guida viene suddivisa tra i due autisti secondo un’alternanza regolata.

I periodi di guida si alternano a blocchi di quattro ore e mezza, al termine dei quali i ruoli si invertono: in questo modo il veicolo prosegue il viaggio senza interruzioni mentre ciascun conducente rispetta i propri obblighi individuali.

Le soste assumono, dunque, un significato diverso rispetto alla guida singola: il tempo trascorso a bordo dal conducente che non guida non è automaticamente riposo, ma può essere qualificato come disponibilità o come pausa solo a determinate condizioni.

Pause e riposo in caso di equipaggio multiplo

Nel regime di multipresenza è fondamentale distinguere con precisione tra pausa e riposo, perché la normativa attribuisce a questi due momenti funzioni diverse. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5023 del 2 marzo 2009, ha chiarito che il riposo deve consentire un reale recupero delle energie psicofisiche e, proprio per questo motivo, non può essere considerato tale se trascorso a bordo del veicolo. Questo principio resta valido anche in presenza di più conducenti.

Diverso è il caso della pausa, che ha la funzione di interrompere la guida continuativa e ridurre l’affaticamento immediato. Con il Regolamento UE 1054/2020, applicabile ai trasporti internazionali, è stato precisato che in caso di multipresenza il conducente che non guida può effettuare la pausa di quarantacinque minuti restando seduto accanto al collega alla guida, a condizione che non svolga alcuna attività.

Questa possibilità non trasforma la pausa in un periodo di riposo, ma introduce una maggiore flessibilità operativa, rendendo ancora più importante una corretta classificazione dei tempi ai fini del rispetto della normativa.

Anche il riposo settimanale deve essere garantito individualmente e non può essere compensato dalla presenza di un secondo conducente. La multipresenza consente quindi una maggiore continuità della percorrenza del veicolo, ma non riduce il diritto al riposo del singolo autista, che resta uno degli elementi centrali della disciplina europea in materia di sicurezza stradale e tutela del lavoro.

Cronotachigrafo e gestione delle schede in multipresenza

Un altro aspetto fondamentale è la corretta gestione del cronotachigrafo, che deve rendere leggibile e coerente l’alternanza tra i conducenti. Ogni conducente deve inserire la propria scheda tachigrafica nel momento in cui assume il ruolo di guida, mentre l’autista che non è al volante registra la propria attività come disponibilità, e deve comunque registrarsi entro un’ora dalla partenza.

Al cambio di guida, le schede devono essere scambiate in modo che ciascun conducente risulti correttamente associato alla funzione svolta in quel momento.

Questa procedura non è un mero adempimento formale: una registrazione imprecisa può far emergere incongruenze tra tempi di guida, pause e disponibilità, anche quando l’organizzazione del servizio è sostanzialmente corretta.

 

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